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E' n'ammuina (2010)
"…..è una narrazione lucida e ben documentata, forte di sonorità coinvolgenti e ben piantate nella migliore tradizione della musica popolare del Sud. Giocando con le parole e il senso dell'ultima fatica musicale dei Pratola Folk (è n'ammuina) si può riuscire a rappresentare con una categoria letteraria il legame dei tredici brani che compongono questo gradevolissimo album registrato negli studi di Supersano (Lecce) e che dopo "Compari e comparielli" segna un nuovo e affascinante capitolo della storia, lunga e prestigiosa, della band folk…..”

                                                                                                                    Crescenzo Fabrizio

Compari e Comparielli  (2006)
cd dal grande effetto musicale. Le suggestioni, le memorie della tradizione popolare irpina canora e musicale, sono frutto di un grande amore per la ricerca per l’Irpinia, terra di miti, musiche e valori di notevole spessore.
Compari e comaparielli è una indovinata commistione di canti e musiche autentiche che rientrano nel filone della musica popolare mediterranea.
Davvero un opera superba.
Dieci tracce molto godibili ed ottimamente registrate. Inoltre l'album presenta una sua organicità, compatto, armonico.
Bellissmo, da togliere il fiato, il pezzo MITITURI dedicato ai nostri contadini.

Voci Dalle terre del Sud (1977) .
Attraverso le composizioni , il cui solco penetra nella tradizione attraverso la tipica canzone "a dispetto", (fondata su maliziosi doppi sensi), il  canto d'amore agreste, la classica serenata campagnola,la "tammuriata" gaia e vorticosa con lunga filastrocca ai limiti del "non sense” ,il Canto religioso propiziatorio, (che si accompagna ad una antichissima festa religiosa: la domenica dopo Pasqua, in Prata Principato Ultra), il ritmo della "tarantella" di Montemarano  (particolarmente nota in Campania), il grido di protesta degli umili, degli oppressi, (di quelli che sono le vittime prime del "sistema": i disoccupati), la presa di coscienza degli sfruttati,(maturata attraverso l'educazione politica e la crescita civile della gente del Sud), vengono sottolineati gli abusi e i soprusi  esercitati da secoli sui contadini del Sud, strumenti della ricchezza e del prepotere altrui.

Questo lavoro discografico intende essere un contributo modesto ma rigoroso all'opera di ricerca, recupero e divulgazione delle espressioni musicali della gente della  provincia di Avellino, zona particolarmente rappresentativa dell'emarginazione socio-culturale, e che particolarmente risente della depressione economica onde da sempre il nostro mezzogiorno soffre.
Soprattutto di quanto si riferisce alla sfera del patrimonio popolare contadino dove più che altrove è possibile forse rinvenire la parte più autentica e viva di quella che si è convenuta definire "cultura delle classi subalterne".  Un'antologia, dunque, del folk del Mezzogiorno; inteso nell'eccezione più lata e pregnante: che affianca al "documento" reperito nella tradizione orale la canzone d'autore che in quella tradizione ha la propria matrice; nata cioè dal bisogno di "comunicare" al di fuori della musica di "consumo" e ritornare a una "dimensione" naturale a lungo smarrita.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 
         

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